Sarcofagia, una malattia psichiatrica ma non secondo gli psichiatri.

“Certe volte, i loro sproloqui m’inducono a pensare che preferirebbero vederci mangiare animali vivi neanche fossimo dei babbuini.” [Me stesso prima di venire a conoscenza della sarcofagia e togliersi il dubbio]

Su Fessbuk, qualche tempo fa mi è capitato sotto gli occhi un immagine satirica, dove un Piero Angela, stufo dell’ennesimo post anticarne di una ragazzina, manda tutti a quel paese per andare in discoteca “a caccia”. Vado a leggere cosa ha scatenato questo meme, e questa ragazzina ce l’aveva contro i “mangiatori di cadaveri” (carne è sinonimo di cadavere in lingua vegan, ovviamente), dicendo che in psichiatria è considerata una condizione patologica chiamata “sarcofagia” (scorrete qualche post e lo trovere qui). Così ho deciso di dedicarle un pochino di tempo, in quanto io sapevo che il sarcofago fosse il contenitore dove gli egizi riponevano i propri defunti facenti parte della fascia di popolazione più abbiente, previa imbalsamazione, e non una patologia della mente.
Effettivamente, sarcofago deriva dal greco antico, dall’unione di sarco e fago, quindi “mangiatore di carne”. Sufficiente per rendere l’idea della funzione, non trovate? Qualcuno, conscio del significato originale del termine, ha pensato di fare un pastrocchio e di creare un neologismo, sarcofagia, indicando l’azione di mangiare cadaveri. Saranno cadaveri umani? Ma ovviamente no, che sciocchino che sono. Animali! E chi se no? Il passo successivo è stato quello di mettere le solite immagini tratte da campagne di microshocking sui macelli in un sito internet (per esempio qui) e di pagare chi gestisce i motori di ricerca per ottenere un’ottima indicizzazione. Forse troppo ottima, visto che non ho trovato alcun riferimento riguardo la psichiatria e la sarcofagia nella letteratura medica (PubMed) ma solo provenienti da siti prettamente vegani (qui la ricerca su google italiano). Oppure non li ho trovati perché, e qui voglio un bel “ottima intuizione, Dottor Watson”, in psichiatria è considerato assolutamente normale mangiare carne e prodotti di derivazione animale così come dalla quasi totalità dei medici in generale, dai nutrizionisti e chi abbia un minimo di ragionevolezza? Probabilmente questa ipotesi, invero molto azzardata, renderebbe anche superfluo pagare qualcuno per migliorare l’indicizzazione. In realtà esiste un termine scientifico per indicare chi mangia esseri viventi (qualunque, ribadiamolo, piante incluse) in stato di decomposizione (una delle critiche ai “mangiatori di carne” è proprio quella di mangiare esseri senzienti* in stato di decomposizione), ed è saprofago. Ma sarebbero caduti così profondamente nel ridicolo che persino loro hanno preferito evitare, mica sono ancora vive le piante quando te le mangi, e per “mangiatori di cadaveri” si intende proprio in avanzato stadio di decomposizione (putrefazione), non di certo appena ultimata la frollatura. Non suona nemmeno bene, molto meglio averlo simile al termine delle bare per le mummie, sciocca molto di più del povero stercorario. Morale della favola, adesso abbiamo decine di link diretti a questo fenomeno pseudo psichiatrico che NON ESISTE, ma a cui qualcuno con scarso senso critico, basso livello d’istruzione oppure in uno stato psicologico particolare potrebbe credere, alimentando ulteriormente questa vaccata. Continuerò a sostenere quanto sia necessario mettere una leggina per cui si è penalmente responsabili qualora si scriva una cavolata in grado di nuocere a qualcuno e si possa procedere d’ufficio. [Innominato]

*meriterebbe proprio raccontare cosa intendono loro per “essere senziente” e “animale”, ma sarà per la prossima volta…

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9 thoughts on “Sarcofagia, una malattia psichiatrica ma non secondo gli psichiatri.

    1. Legge di fatto inapplicata in Italia. Non a caso, i ciarlatani mettono dei dislaimer molto lunghi in posizione strategica così che nessuno li legga. In caso di denuncia, loro poi fanno spallucce e dicono “ma noi ti avevamo avvisato”. [Innominato]

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  1. Complimenti!!!! Bel campionario di articoli, ben scritti e anche divertenti!!! Vi ho appena scoperti….. Credo che vi leggerò con passione. Scusami, ma questa cosa della “sarcofagia” mi ha fatto sbellicare….. Mi sorge un sospetto: non è che questa personaggia sta dando via del suo, come si dice a Bologna? Cioè, essendo essa decisamente gnorante, magari vuole che anche il resto dei suoi simili lo sia…. Premetto che non trovo nulla di male nell’essere vegetariano, ma più conosco i vegani e più mi pongo delle domande; secondo loro non mangiare derivati animali ti rende più mansueto, allora perchè loro sono così violenti e maleducati? Poi sicuramente l’ignoranza ti fa campare più allegro e più a lungo, ecco svelato il loro segreto…. E in ultima analisi, il veganesimo sta diventando una moda…. Penso basti questo…… Complimenti ancora!!!!

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  2. Sono capitata qui per sbaglio, cercavo un termine tecnico e invece ho trovato una sfilza di link a siti vegan e vegetariani, pensavo che questo articolo mi avrebbe aiutato, e invece purtroppo no.
    Ma l’ho comunque trovato interessante… Da vegetariana, per scelta etica e non per moda, trovo snervante che i vegan cerchino di manipolare le informazioni in questo modo, a chi dice che è l’essere vegan è diventato una moda rispondo che è molto peggio, sono una setta, una sottospecie di religione che cerca di avere più adepti possibile attraverso la disinformazione e il terrorismo psicologico.
    Detto questo, il termine sarcofago, inteso come “colui che mangia la carne” esiste, semplicemente non è di uso comune, l’ho appena trovato su un libro di testo riferito alle malattie infettive, pensavo fosse un errore di stampa, ma non lo è. 😊

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    1. Che i vegani siano una setta è vero, ma è altrettanto vero per i sostenitori di qualunque altra scelta alimentare, a cominicare da quella convenzionale. Lo è spesso fino a livelli di assoluta e violenta intolleranza. Il recente caso di una madre vegana aggredita davanti a una scuola da altre madri “normali” perché sua figlia parlava in classe di alimentazione vegana credo ci dica molto in proposito. Come dico spesso, le scelte alimentari (tutte) sono spesso indistinguibili dalle fedi religiose.
      Il motivo è che esse entrano a far parte dell’insieme di comportamenti che definiscono l’appartenenza a un gruppo sociale; cambiarli significa diventare antagonisti al gruppo ed innescarne così gli “anticorpi” ovvero le reazioni di rifiuto emotivo. Ed anche in questo articolo, a leggerlo attentamente, c’è una buona dose di carica emotiva, benché accuratamente velata.

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  3. in realtà io l’ho cercato sul dizionario e vuol dire “abitudine di mangiare carne” perciò non è ne un neologismo ne una parola inventata ad uso e consumo dei vegani… almeno secondo il dizionario.

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  4. è cosa immensamente triste: ci fanno oggi giorno di più stereotipare e uniformare in categorie, per cui non esistono più singole menti senzienti e pensanti ma una mente comune… ci sono appunto le fazioni e le sette, ma tutto quello che vi è di scientifico viene costantemente ignorato: se faceste una ricerca più approfondita vi accorgereste che medici, nutrizionisti, biologi e quant’altro definisco perfettamente fattibili le diete vegetariane e non si perdono di certo via su manipolazioni per incrementare odio e fazioni nel web… sono vegana e il mio compagno non lo è, non faccio parte di nessuna setta e credo che sia una decisione da prendere in maniera libera, con coscienza e responsabilità perchè non ci si improvvisa vegani… quello che mi rattrista di queste considerazioni sono la costante necessità di denigrare e impoverire certe cause di cui si ignora profondamente il senso che ogni singola persona ci da!

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