OGM: ricerca pubblica, “scienziati pazzi” e… gomblotto!

Mercoledì in Senato si è discussa1 e votata la legge delega per il recepimento di alcune direttive dell’Unione Europea tra cui la 412 del 2015 che consente agli Stati membri di decidere se autorizzare o negare la coltivazione di piante OGM approvate dall’UE, prima della cui emanazione vigeva il principio del “vietato vietare“. Principio che, come sapete, non veniva rispettato dall’Italia, che vietava (e vieta ancora oggi) sia la coltivazione a scopi commerciali delle varietà approvate dall’UE sia, dal 2002, la coltivazione in campo aperto a fini sperimentali.

Elena Cattaneo
Elena Cattaneo

Tornando a mercoledì, la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo coglie l’occasione per tornare a parlare in Aula, dopo 13 anni di blocco delle sperimentazioni, proprio della ricerca in campo aperto. La senatrice spiega che gli OGM non sono soltanto “multinazionali e monoculture” ma che interessano anche l’Università, la ricerca pubblica e gli agricoltori italiani, anche quelli che coltivano piccoli appezzamenti di terra. Infatti nel suo discorso porta diversi esempi di idee italiane (alcune delle quali sviluppate all’estero) su cui la ricerca pubblica avrebbe potuto lavorare, se non fossero vietate le sperimentazioni in pieno campo, non per fare l’interesse delle multinazionali ma per risolvere i problemi con cui si devono confrontare i nostri agricoltori. Si spazia dalla mela resistente al fungo che causa la ticchiolatura ad una tecnologia, non brevettata, per il trasferimento dei geni costretta ad essere ignorata dai ricercatori italiani ma che ha trovato fortuna in Olanda e Svizzera. E ancora, dai pioppi resistenti agli insetti (coltivati non in Italia ma in Cina) al pomodoro San Marzano resistente ai virus CMV, TSWV e CAMV.  Questi virus ne impediscono la crescita tanto da non rendere oggi facilmente reperibile il San Marzano che è stato quasi totalmente sostituito da un incrocio “simil-San Marzano” che si riesce a coltivare ma che non mantiene le caratteristiche organolettiche del nostro (ex) prodotto tipico. Ricorda anche che, negli anni in cui le fu concesso, la ricerca pubblica italiana sperimentò circa 300 varietà di piante OGM in campo aperto.
Dopo questa introduzione, annuncia di aver presentato un ordine del giorno, sostenuto anche da senatori del Partito Democratico, di Area Popolare e di Forza Italia, che chiede al Governo di ripristinare la possibilità di fare ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie.
Il Governo, rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche Europee Sandro Gozi, spiega che la legge di delegazione europea non è il contesto adatto per presentare la richiesta ed invita la scienziata a ritirare l’ordine del giorno promettendo l’impegno del Governo sul tema entro la pausa estiva.

Le parole di Gozi dal resoconto stenografico del Senato
Dal resoconto stenografico del Senato

Elena Cattaneo accoglie con soddisfazione l’impegno del Governo, ritira l’ordine del giorno e conclude citando l’intervista del premio Nobel per l’Economia Amartya Sen rilasciata al Corriere della Sera:

Possiamo benissimo combinare le nuove tecnologie con il rispetto della biodiversità. Se non vogliamo chiamarli Ogm, chiamiamoli nuove varietà.

Come si potrebbe immaginare, però, non tutti i senatori la pensano come la Cattaneo. Ad esempio, Elena Fattori paragona i ricercatori a “scienziati pazzi” perché, a suo dire, la Scienza non esce dai laboratori e fuori dai laboratori non si può più parlare di scienza. (Ma quindi non sono scienza le ricerche in campo farmaceutico che escono dai laboratori ed arrivano prima in clinica e poi nelle farmacie?). Inoltre rimane convinta del dogma “OGM=multinazionali=monoculture”.

Eppure non è lei, almeno dal mio punto di vista, a regalare il facepalm peggiore. Il suo collega Alberto Airola, infatti, pubblica su Facebook la foto che denuncerebbe il gomblotto delle multinazionali che c’è dietro l’ordine del giorno della senatrice Cattaneo.
Napolitano e la Cattaneo gomblottano a favore degli OGM
Ebbene sì, abbiamo un Senatore della Repubblica che parla seriamente di New World Order (e il motivo, per chi non lo sapesse, è che il Presidente emerito è reo di aver pronunciato di seguito le parole “nuovo ordine mondiale” in un discorso).

Siamo dunque condannati al “medioevo“? Rivedremo in Italia almeno la ricerca pubblica in campo aperto? Non ci resta che aspettare, sapendo che in Parlamento una voce che sprona verso il progresso scientifico c’è e che questa voce non è sola.


1 – Resoconto stenografico delle sedute antimeridiana e pomeridiana del Senato di mercoledì 13/05/2015

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3 thoughts on “OGM: ricerca pubblica, “scienziati pazzi” e… gomblotto!

  1. Concordo a pieno con l’articolo. Riguardo alla conclusione, un senatore (cof… cof…) che spernacchia due Colleghi senza entrare nel merito delle vicende e senza argomentare per niente non depone di certo a favore del rispetto che si dovrebbe avere del Senato e del ruolo dei senatori. Purtroppo qualcuno ha pensato che essere il nuovo significhi comportarsi come liceali durante una okkupazione… 😦

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