OGM: dai nostri senatori solo un mucchio di fesserie (Il Garantista)

Articolo de Il Garantista

Qui di seguito vi riportiamo l’articolo di Gilberto Corbellini a proposito della discussione sugli OGM tenutasi in Senato (di cui vi avevamo parlato qui) pubblicato da “Cronache del Garantista” il 16 maggio 2015.

Disperazione, ilarità, ottimismo. Si ha l’impressione di stare sulle montagne russe leggendo lo stenografico del dibattito svoltosi mercoledì scorso al Senato, a seguito della presentazione da parte della senatrice a vita Elena Cattaneo di un ordine del giorno che voleva impegnare il Governo a promuovere la ricerca biotecnologica sugli OGM in campo aperto, nel quadro del recepimento della direttiva europea che lascia gli stati liberi di coltivare o meno ogm.La senatrice Cattaneo ha illustrato l’ordine del giorno, firmato anche dai capigruppo di Pd, Forza Italia e Nuovo Centro Destra, con un intervento privo di retorica: solo logica e fatti.Come se avesse applicato al ragionamento politico criteri che si usano per produrre gli articoli da mandare alle riviste specialistiche o gli interventi da fare nei congressi scientifici internazionali. La sintesi era: adesso che l’Ue lascia tutti liberi, va seguito il suggerimento che l’Unione stessa fa agli stati di promuovere la ricerca sugli ogm, soprattutto da parte dell’Italia, che da 15 anni non fa più ricerca in campo aperto, che importa mangimi e altri prodotti ogm penalizzando gli agricoltori e che vede proprio quei prodotti tipici di cui si vanta minacciati e devastati da parassiti a causa del fatto che si è estinta la variabilità genetica.Quindi una sola richiesta: libertà di ricerca in campo aperto e vediamo poi i risultati.Questa esigenza andrebbe anche nel senso di un’interesse economico, in prospettiva: perchè è facilmente prevedibile che il “liberi tutti” deciso a livello Ue vedrà diversi paesi (per esempio la Romania) riprendere la coltivazione di ogm e insieme alla Spagna che già li coltiva cancellarci dal quadro agricolo europeo. Ma l’ordine del giorno chiedeva solo di lasciare liberi gli scienziati di fare ricerca in campo aperto, con tutte le sicurezze che garantiscono contro ogni contaminazione.

Le reazioni dei senatori sono state di 3 tipi: sconcertanti per ottusità e irresponsabilità, comiche per illogicità e fanatismo, e incoraggianti per consapevolezza e apertura critica. Nella prima categoria rientra l’intervento dei senatori Ruta e Fucksia. Il primo, in particolare, che fa parte della Commissione Agricoltura per il Pd, si dimostra, oltre che impreparato sui problemi e le sfide dell’agricoltura, anche ottuso nel voler vincolare il Governo a un ordine del giorno talebano del 2013 votato da tutto il Parlamento, nel quale si diceva che mai e poi mai in Italia sarebbero entrati gli ogm, nemmeno per studiarli nelle condizioni di campo (sicure e adottate da 19 paesi Ue) che flagellano le nostre piante.

Insomma, una parte del Pd è contro la ricerca e la conoscenza. Nemmeno di fronte alle prove che gli ogm arrivano a milioni di tonellate sotto forma per esempio di mangimi che alimentano la filiera dei nostri prodotti tipici, o di cotone idrofilo usato in ospedale o in casa, il nostro si smuove. La senatrice Emilia de Biasi prova a spiegargli che l’argomento “abbiamo già votato così e non si può cambiare” non è accettabile, perchè il Senato aveva votato anche a favore di Stamina senza capire di che si trattava di un imbroglio. Diceva qualcuno che solo i morti o gli stupidi non cambiano opinione. Qui non si tratta neppure di opinioni, ma di prendere atto che questo paese è stato imprigionato dall’inganno di una schiera non ben identificabile di pifferai. Forse non si vuole cambiare. Nel frattempo il paradosso è capire che chi si espreime contro gli ogm, come mi pare Coldiretti, vende ai propri iscritti mangimi ogm.

Alcuni passaggi della discussione sono esilaranti. Come quando la senatrice de Petris contesta nientemeno che il Nobel Amartya Sen, per aver detto una semplice verità: se non vi piace chiamarli ogm, perchè vi spaventa, chiamateli varietà. Perchè è così: gli ogm sono varietà di piante ottenute in modo più sicuro, efficiente e rapido rispetto ai metodi tradizionali (che non sono naturali!). Ma lei no. Dice di aver visitato i laboratori Monsanto e di essersi dovuta vestire come un’astronauta per via delle contaminazioni. Mah! Li ho visitati anch’io e non mi sono dovuto vestire diversamente da come mi sono vestito andando a visitare qualche centro produzione di farmaci – chi rischia di contaminare questi contesti sperimentali o controllati sono i visitatori! La De Petris dice poi che gli ogm non sono scienza, ma economia. Singolare come argomento, perchè è evidente a chi si documenta che sono stati vietati proprio per interessi economici protezionistici di alcune categorie e catene di ristorazione e alimentari.Un altro oratore improbabile è la senatrice Fattori, la quale scrive nel suo curriculum di aver lavorato in laboratori di ricerca. Dalla sua idea di cosa è o non è scienza si capisce perchè non abbia fatto carriera come ricercatrice. E quindi si sia buttata nella politica, dove dire cose a vanvera (senza costrutto) può anche essere apprezzato. Il leitmotiv della nostra è che gli ogm non sono scienza ma tecnologia. Certo. E nemmeno la medicina è scienza. Ma il razionale, la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti medici si basano sulla scienza e il metodo scientifico. Come la medicina, l’agricoltura e i suoi metodi sono insiemi di “scienze applicate” – Ergo si tratta di sviluppi di conoscenze di base che devono essere controllati per stabilire la loro sicurezza ed efficacia. Infatti gli ogm sono controllati come fossero farmaci, a mio modesto parere con eccessi di precauzione e di costi che ricadono poi sui cittadini e determinano i monopoli. Negli Stati Uniti, comunque, li approva la Food and Drug  Administration con procedure analoghe a quelle richieste per la commercializzazione dei farmaci. In Europa abbiamo l’Efsa che svolge il compito di stabilire sulla base di prove basate sui metodi scientifici se un ogm o qualunque innovazione entri nella filiera alimentare è sicuro per la salute e l’ambiente. Insomma la nostra Fattori, accecata da un sacro furore tecnofobico, non capisce che la senatrice Cattaneo propone di usare il metodo scientifico per studiare le potenzialità e gli eventuali rischi delle biotecnologie, inclusi gli ogm, in agricoltura. E nell’ordine del giorno è molto chiaro che esistono diverse tecnologie, in aumento e tra le quali i cosidetti ogm sono in parte obsoleti, per cui è necessario capire quali servono e a cosa. Stante l’ultima uscita di Grillo sulla mammografia, e varie altre chicche dei pentastellati in materia di scienza, c’è di che essere spaventati per i danni che la loro ignoranza può causare a tutti noi.

Veniamo infine alle note di ottimismo. Inanzitutto il fatto che l’ordine del giorno della senatrice Cattaneo portasse le firme, in ordine dei capigruppo del Pd, di Forza Italia e Nuovo centro destra al Senato, rispettivamente Zanda, Romani e Schifani, oltre ai presidenti della Commissione Igiene e Sanità e della Commissione Agricoltura. Per chi abbia qualche familiarità con una politica degna di un paese civile, questo fatto ricorda quel che accade nel mondo anglosassone, dove maggioranza e opposizione si dividono su tutto tranne che su come stanno i fatti. E i fatti, come riconoscono i senatori come Amidei, Formigoni, De Biasi e Candiani intervenuti sull’argomento in Aula sono quelli illustrati da Elena Cattaneo. Il governo rappresentato dal sottosegretario Gozi, ha chiesto il ritiro dell’ordine del giorno, impegnandosi ad aprile una discussione con soluzione del tema prima della pausa estiva.Su queste note di ottimismo concreto, collegate a sfide della ricerca scientifica e dell’innovazione in settori strategici per il futuro del paese, si potrebbe ricostruire un dialogo politico esemplare e utile per deideologizzare e allo stesso tempo restituire metodo al confronto politico e soprattutto alle scelte governative.

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