Il caso Escozul-Vidatox

Molte delle bufale che circolano in internet riguardano la salute, specialmente cure miracolose contro il cancro. Una di queste, alcuni anni fa e grazie ad una nota trasmissione televisiva, ebbe grande risonanza sulla stampa e tra l’opinione pubblica, tanto da scatenare i cosiddetti viaggi della speranza: il  presunto “farmaco antitumorale” Escozul, estratto di veleno di scorpione cubano. Migliaia di italiani arrivarono a Cuba mettendosi in fila al di fuori del laboratorio per procurarsi il prodotto miracoloso che, inizialmente, veniva distribuito gratuitamente.I medici del laboratorio consegnavano ad ogni paziente, munito di cartella clinica, le dosi specifiche per il caso documentato, dopo una consultazione di pochi minuti. Spesso, amici e parenti dei malati si recavano a Cuba per consegnare le cartelle cliniche dei loro cari. La specie che produce la tossina da cui si ricava l’Escozul è uno scorpione endemicoa cuba: Rhopalurus junceus.  Il “farmaco” viene prodotto da Labiofam, l’ente cubano autorizzato dal ministero della salute pubblica di Cuba. Il veleno viene estratto dallo scorpione mediante sollecitazione elettrica, ogni scorpione che rilascia una goccia di veleno deve poi riposare per 21 giorni.
I ricercatori cubani non hanno prodotto nessuna documentazione scientifica e non esistono studi clinici in merito all’efficacia del farmaco.

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Il flaconcino del rimedio omeopatico


In Italia anche l’Istituto di fisica applicata “Nello Carrara” (IFAC/CNR) si interessò al prodotto cubano, tanto da stringere accordi con una neonata associazione (A.M.O.N. associazione medicina omeopatica naturale), la quale, si impegnava a rifornire di prodotti cubani l’Istituto in cambio di uno studio di progetto, successivamente fallito  a causa della mancanza di documentazione scientifica. Nel marzo 2011 l’azienda cubana Labiofam registrò il prodotto in formula omeopatica denominato Vidatox30CH, non potendo  vendere il prodotto in Italia  delegò alla distribuzione la società italiana PharmaMatrix che ha sede a Tirana, di cui è presidente un avvocato toscano. In seguito nacque in Albania la clinica PharmaMatrix che  prometteva di curare il cancro con i rimedi naturali cubani, specialmente il Vidatox30CH.

Il prodotto omeopatico, in flaconi da 30ml veniva venduto a 150 euro circa, (la sua formulazione smentisce ulteriormente qualsiasi proprietà terapeutica data l’alta diluizione  che cancella ogni traccia del principio attivo).

Si può affermare, in sintesi, che:

  1. la letteratura scientifica non fornisce risultati che confermino la capacità antitumorale del veleno estratto dallo scorpione;
  2. la formulazione omeopatica esclude la presenza di sostanza originale nella soluzione;
  3. non vi sono casi clinici dai quali si possa rilevare un miglioramento o una guarigione documentata da un tumore maligno in seguito alla somministrazione della presunta terapia;
  4. non vi sono dati su studi clinici in doppio cieco e in regime di peer-review né per Escozul né per Vidatox 30CH su riviste accreditate.

Successivamente, visto il clamore e la spinta mediatica, l’Escozul arrivò nelle aule del Senato della Repubblica. Nel giugno 2012 la Commissione Igiene e sanità del Senato avviò un’indagine conoscitiva sul Vidatox con varie audizioni a cui parteciparono esponenti politici, medici, ricercatori, rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della Società Italiana di Farmacologia (SIF), nonché i carabinieri del NAS che indagarono sul commercio illegale del “farmaco” cubano che si sviluppò in internet. Ci furono anche sequestri di ingenti quantità di falsi farmaci antitumorali che viaggiavano tra l’Albania, l’Italia e San Marino, dove la PharmaMatrix aveva avviato una collaborazione con il Poliambulatorio Stella Maris per lo studio del protocollo Vidatox. L’intento dell’indagine  sarebbe stato quello di capire se vi fossero i presupposti scientifici che giustificassero il clamore suscitato per questo prodotto.  Anche il CECMED, l’Autorità di vigilanza sui farmaci della Repubblica di Cuba (come l’AIFA in Italia), nel dicembre 2012, dopo aver approvato la registrazione del prodotto omeopatico in base alla propria regolamentazione, emanò una nota informativa sul Vidatox30CH, a causa della massiccia campagna pubblicitaria ingannevole in atto. Nella nota, riguardo al Vidatox, riportò: “l’indicazione terapeutica approvata è: terapia complementare per il trattamento dei sintomi causati dagli effetti del cancro e di sollievo dal dolore, visto che non sono state presentate prove scientifiche a sostegno della sua approvazione come trattamento unico. Ogni altro prodotto derivato da veleno dello scorpione Rhopalurus junceus che non sia il rimedio omeopatico Vidatox 30CH , non ha ottenuto l’autorizzazione sanitaria per la distribuzione e relativo utilizzo e potrebbe quindi costituire un rischio per la salute

Anche il Prof. Silvio Garattini, in un’intervista rilasciata nel 2012, confermò l’assenza di documentazioni scientifiche pubblicate:

“Sono disponibili solo aneddoti ed impressioni. Al meglio delle mie informazioni non risulta che siano stati pubblicati rapporti scientifici su riviste attendibili.”

Uno studio serio è stato pubblicato da parte di un Istituto messicano che  individua alcune componenti del veleno dello scorpione azzurro, una preliminare caratterizzazione biochimica del veleno. Lo studio rivela che il veleno risulta non tossico sui roditori ed è stato pubblicato su una rivista internazionale di tossicologia (Toxicon An Interdisciplinary Journal on the Toxins Derived from Animals, Plants and Microorganisms). Si fa riferimento a qualche effetto in vitro su cellule tumorali, anche se, molto spesso dei buoni risultati in vitro non hanno prodotto altrettanti buoni risultati in vivo.

Nel gennaio 2013 si conclusero i lavori dell’indagine conoscitiva e venne pubblicato il resoconto che cita: “L’efficacia clinica dei prodotti denominati Escozul e Vidatox non è dimostrabile perché non risulta supportata da studi clinici randomizzati e che siano stati approvati dalle competenti Autorità regolatorie nazionali o internazionali. Le informazioni disponibili su detti prodotti sono tuttora sommarie, insufficienti e difficili da verificare.

Gli studi osservazionali citati nel corso della presente indagine conoscitiva si riferiscono solo a esperienze acquisite su territorio cubano e non sono sufficienti a dimostrare l’efficacia del Vidatox e dell’Escozul”

In Italia la vicenda del veleno di scorpione, col tempo, ha  perso interesse e nessuno ne parla più. Solo alcuni gruppi Facebook ne discutono, ma nulla di nuovo.

L’azienda Labiofam è impegnata in America Latina per la commercializzazione del Vidatox  omeopatico, dove si ripetono le stesse cose: confermano che è di aiuto ma non sostituisce la terapia tradizionale, ha buoni risultati stimolando il sistema immunitario e migliora la qualità della vita del paziente. Rimane tuttora un prodotto costoso, con effetto placebo e  non commerciabile in Italia.

Per ulteriore approfondimento:

Dossier Vidatox 1

Dossier Vidatox 2

[Rosa Contino]

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