Back to the paradox

Oggi è un giorno speciale per tutti gli appassionati di fantascienza e di viaggi nel tempo. Mercoledì 21 Ottobre 2015 infatti è il giorno in cui nel secondo capitolo della famosa trilogia di Ritorno al Futuro (immenso capolavoro di Robert Zemeckis) il protagonista Marty McFly, interpretato magistralmente da Michael J. Fox, arriva a bordo di una stupenda DeLorean DMC-12 nella Hill Valley del futuro.[1]

imagesPurtroppo non posso soffermarmi su tutte le cose interessanti e le curiosità dei tre film, sono tantissime, mi dilungherei troppo e andrei fuori discorso finendo per finire dopodomani perdendo anche la coincidenza temporale[2], quindi ho deciso di parlare di un argomento ben preciso ed in linea con gli argomenti della pagina: i paradossi dei viaggi nel tempo.

Tutti gli amanti delle serie ed i film di fantascienza lo sanno: avere a che fare con il tempo ha i suoi problemi. Viaggiando nel tempo puoi fare davvero di tutto, e combinare casini è davvero facile. Vediamo i principali paradossi che può incontrare un viaggiatore del tempo come Marty (e, come vedremo, più che incontrarli ci si scontra rovinosamente come fa un treno che si schianta in un burrone).

IL PARADOSSO DEL BOOTSTRAP

Conosciuto anche come paradosso della conoscenza o di Beethoven, ideato dal filosofo Michael Dummett.

Il nostro viaggiatore nel tempo è un pianista e decide di andare indietro nel tempo per conoscere Beethoven. Torna indietro nel tempo e scopre che Beethoven non è poi così geniale come la storia lo dipinge: le sue musiche sono mediocri ed al di sotto del suo genio. Allora il viaggiatore nel tempo fa sentire i brani famosi al non-ancora-famoso pianista. Ora Beethoven, ispirato da i suoi stessi pezzo o perchè li copia, scrive quella stessa musica che lo farà diventare famoso.
Chi è il vero compositore dei brani?

In Ritorno al Futuro il paradosso della conoscenza compare numerose volte. Le più significative avvengono nel primo capitolo:

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“Mi sa che ho appena commesso un paradosso…”

Marty, tornato indietro nel tempo, incontra Doc e gli riferisce che è lì grazie alla sua macchina del tempo. Doc, rinfrancato dal fatto che almeno una delle sue invenzioni abbia funzionato, riacquista fiducia nel suo genio ed inventa la macchina del tempo. Se Marty non gli avesse detto nulla, Doc avrebbe inventato lo stesso la macchina che ha permesso al suo amico di tornare indietro nel tempo a riferirglielo?

Cosa analoga accade quando Marty al ballo “Incanto sotto il mare” suona la famosa canzone “Johnny B. Goode” di Chuck Berry. E’ il 1955 e la canzone non è stata ancora composta. Casualmente è lì presente Marvin Berry che chiama il cugino Chuck per fargli sentire “il nuovo sound che stava cercando”. Tre anni dopo Chuck Berry compone quella stessa canzone.

 

IL PARADOSSO DEL NONNO

Forse il più famoso paradosso legato ad i viaggi nel tempo. Il paradosso è semplice: se tornate indietro nel tempo ed impedite involontariamente a vostro nonno di incontrare vostra nonna, cosa succede?

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Occhio Marty… questo si chiama incesto…

In Ritorno al Futuro parte I avviene proprio questo. Marty torna indietro nel 1955 e, cercando di salvare suo padre da un incidente, finisce involontariamente per impedire l’incontro tra suo padre e sua madre. Inoltre Marty prende il “posto temporale” del padre facendo innamorare sua madre di se stesso! Il risultato è che padre e madre di Marty non si innamorano e lui rischia di non nascere! Con il passare del tempo questa nuova realtà si fa più vivida e Marty inizia realmente a sparire, infatti dovrà cercare di rimettere a posto le cose prima che sia troppo tardi.

Il paradosso vero e proprio è nel come il tempo prosegue dopo l’impedimento. Se il viaggiatore nel tempo impedisce la sua nascita significa che non sarà mai nato[3] e quindi non viaggerà mai nel tempo e non impedirà la sua nascita, non provocando così l’impedimento che avrebbe impedito la sua nascita e così via.
Sono cose che ti fanno uscire di testa.

IL PARADOSSO DELL’ETÀ

Il tempo continua a scorrere nonostante i viaggi nel tempo. Questa è una regola fissa di ogni serie/film che si rispetti. Questo significa che il futuro si modifica in “tempo reale” ed ogni azione che compiamo nel passato si ripercuote sul futuro (Ritorno al futuro si basa su questo principio).

Questo scombinare i tempi però ha un altro effetto: i viaggiatori nel tempo invecchiano a ritmo normale rispetto ad i balzi temporali che fanno. Questo significa che Marty quando ritorna dal passato è in realtà più vecchio di alcuni giorni rispetto a quando è partito, dato che ha vissuto nel passato per qualche giorno e torna nello stesso istante in cui è partito.

IL PARADOSSO DELLE MASSE E DELLA LINEA TEMPORALE

Pensateci bene. Se un oggetto (o una persona) viaggia nel tempo appare nel passato o nel futuro. Se nel passato o nel futuro l’oggetto (o la persona) è già/ancora presente, si ha un’aggiunta di una massa identica. La coesistenza di oggetti provenienti da tempi diversi potrebbe essere un problema e viola la conservazione della massa. Inoltre, nel caso di persone, ogni azione sulla propria linea temporale potrebbe creare sconvolgimenti della propria esistenza. Cosa sarebbe potuto succedere se qualcuno avesse trovato ed usato la DeLorean lasciata incustodita da Doc e Marty? Aspettate! Succede nel secondo capitolo della serie!

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Doc spiega l’interruzione del continuum spazio-temporale.

Il cattivo di turno, Biff del 2015, ruba la DeLorean e consegna al se stesso del 1955 un almanacco sportivo in modo da scommettere sulle partite diventando miliardario, poi ritorna al futuro dove ha rubato la macchina (che però non dovrebbe più esistere, infatti in una scena tagliata si vede Biff del futuro che sparisce mentre scende dalla DeLorean, esattamente come Marty nel primo capitolo). Questo evento crea un’intera nuova linea temporale, un presente alternativo, dove tutto è cambiato. Fortunatamente sia il Doc alternativo che il Marty alternativo sono vivi nel momento in cui Doc e Marty tornano al presente. Se così non fosse stato sarebbero spariti proprio come Biff del futuro![4]

Abbiamo capito che i viaggi nel tempo non sono la cosa più semplice da fare, e non mi riferisco solamente alla ipotetica tecnologia per compierli.

Sicuramente sono molto affascinanti ed è ovvio che siano diventati topic tipici delle narrazioni di fantascienza. Ma pensandoci bene i viaggi nel tempo non appartengono solo a racconti e film, sono in qualche modo reali. Costantemente infatti la nostra vista guarda al passato. La luce, come sappiamo bene, è molto veloce, ma per percorrere dello spazio ha bisogno di tempo, un tempo insignificante nelle brevi distanze ma comunque ce ne va un po’ per raggiungere il nostro occhio. Questo significa che ogni cosa che osserviamo è già avvenuta. E questo non riguarda solo le stelle più lontane di cui percepiamo la luce solo ora, ma di qualunque evento avviene intorno a noi.

Viviamo nel presente ma osserviamo solo il passato.

Quasi meglio di qualsiasi film di fantascienza.

[SA]

 

 

 

1 Si, sono un fan sfegatato della trilogia.

2 Davvero, rileggete la nota numero 1.

3 Parlare di fatti durante i viaggi nel tempo causa una confusione assurda con i tempi verbali, non disprezzatemi se avrò stato fatto degli errori.

4 Ok, ora sono piuttosto confuso. Spero lo siate anche voi. No, non disperatevi. E’ normale. Si, è normale anche fare un megaposter con tutte le linee temporali dei tre film per capire meglio come avvengono gli eventi. Come? No? Non è normale? Ok, leggete la nota 1.

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3 thoughts on “Back to the paradox

  1. Da vecchio lettore di fantascienza ricordo che esistono diverse posizioni riguardo i guai che un viaggiatore nel tempo può causare. C’è chi sostiene che basta un minimo cambiamento nel passato, anche remoto per causare cambiamenti nel presente (si veda il ciclo dei “guardiani del tempo” di Poul Anderson) e chi invece pensa che il tempo abbia una sua inerzia e che modificare gli eventi sia molto complicato e richieda diversi interventi (ciclo della guerra del cambio di Fritz Lieber) e in mezzo tutta una serie di altri narratori. Quale sarà la verità? Non resta che inventare la macchina del tempo e fare la prova!

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  2. La mia idea è che per viaggiare (indietro) nel tempo occorra viaggiare così tanto nello spazio (worm-holes e simili) che quando si arriva sia impossibile fare danni nel punto di partenza (anche tornando indietro alla velocità della luce)

    P.S. non sono un fan della trilogia o in generale di quella fantascienza che gioca troppo con i paradossi temporali

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