La carne rossa e lavorata causa il cancro? Le nuove linee guida OMS e le pseudocrociate alimentari.

“Memento mori” (ricordati che devi morire, motto dei monaci trappisti)

Notizia bomba, aka scoperta dell’acqua calda: l’OMS ha rivisto le linee guida e ha inserito la carne lavorata nella categoria 1 e la carne rossa nella categoria 2A della lista delle sostanze cancerogene. 1 indica un cancerogeno con prove concrete di tossicità (aumento del rischio), mentre 2A non hanno dati epidemiologici significativi ma si conosce la cascata di eventi che in teoria potrebbe far insorgere neoplasie. Il giornali sono già in visibilio, a partire dalla ANS(i)A e La Stampa. Ma è tutto così netto come sembra? Ma ancora più importante: me ne dovrei preoccupare?

La risposta è NO. Scendiamo nel merito.

Come ben noto, ci sono sostanze chimiche e fenomeni fisici che possono in determinate condizioni far aumentare il rischio di far insorgere tumori. Possono essere sia assolutamente naturali che prodotti dall’uomo. Quel “determinate condizioni” dovrebbe farvi drizzare le orecchie. Infatti, se si guarda le linee guida, non si parla tanto di “consumo di carne trasformata” ma di “quantità di carne trasformata consumata in grammi al giorno”. C’è una differenza abissale. Questo vuol dire che la capacità di un determinato agente di indurre malattie non dipende dalla sostanza in sé, ma dalla quantità assorbita e per il tempo di esposizione. Se dovessimo evitare ogni singola sostanza che secondo l’OMS può causare il cancro allora dovremmo completamente smettere di bere caffè, consumare basilico e, udite udite, esporsi al sole! Vi sembra ragionevole vivere senza sole, una notte perenne insomma? È pure lui in categoria 1! Vietiamo il sole? Il sole è necessario alla vita, è fuori discussione. Ma se passi tutto il giorno sotto il sole estivo senza indumenti né protezione per anni, allora in quel caso sì che il sole costituisce un pericolo per la salute, ben più grande della carne trasformata, e si hanno a disposizione numerosi dati epidemiologici a dimostrarlo.

Vi farò un altro esempio eclatante per dimostrare quanto sia fondamentale la dose assorbita.
La vitamina E è, seguendo le linee guida, un noto agente protettivo nei confronti della prostata. Così qualcuno ha pensato “ma se è così efficace nel prevenire, perché non provarla nei pazienti con cancro alla prostata per ridurre il rischio di recidive?”. Così hanno cominciato uno studio clinico in cui a un gruppo veniva esposto a un sovradosaggio di vitamina E e fatto il confronto con il gruppo di controllo che viveva normalmente per vedere se e quanto si sarebbe ridotto il rischio di recidive. Il risultato? Hanno dovuto interromperlo prima di finirlo perché la vitamina E in quelle condizioni non solo non riduceva il rischio, ma addirittura si è potuto assistere a un drastico e palese aumento delle recidive.

Di fatto non esiste una singola sostanza nota all’uomo che in certe condizioni non possa costituire un pericolo per la salute.

Io ho comunque l'aquolina in bocca a vedere questi bei salami...
Io ho comunque l’acquolina in bocca a vedere questi bei salami…

Bisognerebbe anche capire il concetto di statistica e di fattore di rischio, visto che i nostri amati giornalisti proprio non lo vogliono capire e continuano a fare terrorismo mediatico. Chissà perché poi… Consideriamo proprio i salami, un tipo di carne lavorata. Se essi costituiscono un fattore di rischio, NON VUOL DIRE CHE CAUSINO QUALCOSA. Vuol dire che se ne assumi un tot per un tot di tempo hai una probabilità maggiore che tu possa avere dopo una malattia. Anche i dati statistici vanno accuratamente interpretati per capirli. Ipotizziamo che il loro consumo aumenti del 100% il fattore di rischio per il tumore al colon-retto (in realtà è molto più basso, del 18%, ma è per semplificare e ingigantire il concetto). Roba da mettersi le mani nei capelli e sequestrare tutta la produzione mondiale d’insaccati. Se consideri però che l’incidenza sulla popolazione di quella malattia è dello 0.03-0.05% (altra fonte questo pdf), l’aumento di probabilità è pari a un incredibile 0.003-0.005%, pari a un complessivo 0.6-1 per mille, davvero modesto seppur presente. Basandosi sul documento ufficiale, quel 18% di aumento corrisponde a un drammatico 0.0054-0.009% di aumento del rischio pari a una probabilità del 0.35-0.59 per mille. Un aumento statisticamente significativo, certo, ma in termini assoluti davvero piccolo.

Sulla classificazione va anche fatta un’altra osservazione. Nel gruppo 2B c’è anche il famigerato wifi. Fino ad ora

Ma hanno fatto davvero il wifi killer? No, solo un nome commerciale
Ma hanno fatto davvero il wifi killer? No, solo un nome commerciale

nessuno è mai riuscito a dimostrare la tossicità delle onde radio radio wifi da 2.4Ghz, ma è comunque considerato un potenziale cancerogeno. Perché? Ebbene, esse rientrano nelle microonde dello spettro elettromagnetico (prima che andiate in paranoia vi voglio ricordare che l’assolutamente innocua quanto necessaria luce visibile è un tipo di radiazione elettromagnetica). Sono le stesse che permettono al vostro cibo di cuocere nel forno a microonde. Il cibo si cuoce perché le microonde fanno vibrare le molecole d’acqua, urtandosi trasformano gli urti in energia termica e di conseguenza il cibo si scalda. Si suppone che possa avvenire lo stesso con il wifi. Ma ci sono enormi differenze tra un cellulare o un router e un microonde. A partire dalla potenza. Per cuocere del cibo ci va una potenza di 600-1000w per qualche etto di cibo. I vostri dispositivi sono limitati per legge a potenze molto più basse, perlopiù operano ben sotto il watt. Sono anche pronto a scommettere che nessuno di voi si sieda sopra il router e tenga il cellulare sui testicoli o attaccato alle orecchie tutto il giorno. Sono anche abbastanza certo che voi pesiate molto di più di qualche etto da ben prima della vostra stessa nascita. Visto che però c’è in ballo la vita delle persone e comunque in teoria è possibile, vige il (talvolta paranoide) principio di prudenza, allora si avvisa che in certe condizioni potrebbe costituire un pericolo e si creano delle linee guida e talvolta delle leggi per cercare di minimizzare i rischi fintanto che dei dati reali (e dimostrati veri…) si rendano disponibili. Questa grande enfasi alla prudenza va contestualizzata: nemmeno 100 anni fa non ci si faceva nessun tipo di problema di questo tipo quando una nuova tecnologia si rendeva disponibile, così trovavi in commercio potenti lampade UV per curare le calvizie (???) e i tecnici delle radiografie testavano giornalmente sulla propria mano e senza alcuna protezione il funzionamento delle loro macchine (!!!).

In conclusione, potete continuare a mangiare tranquillamente i vostri adorati salami o altro tipo di carne lavorata, dovete solo limitarne la quantità nel caso siate dei forti consumatori. Lo stesso discorso lo si può fare anche per la carne rossa, non dovete mangiare tutti i giorni una bistecca alla fiorentina da un kilo e due che è oggettivamente troppo ma un quantitativo più consono. Piuttosto che comprare tanta carne di qualità medio-bassa solo per soddisfare una volontà di essere dei carnivori duri e puri, consumate più vegetali e comprate carne di qualità più alta. Alla fine vi costerà uguale, non ve ne pentirete e riuscirete anche a soddisfare le linee guida dell’OMS.

[Innominato]

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40 thoughts on “La carne rossa e lavorata causa il cancro? Le nuove linee guida OMS e le pseudocrociate alimentari.

  1. Vorrei far notare che disinformazione di questo tipo sull’inserimento di un fattore di rischio per tumori da parte dell’OMS è stata fatta dal programma Report per quanto riguarda le onde elettromagnetiche dei cellulari un paio di anni fa. Io personalmente stimo la trasmissione, ma talvolta devo dire che cagano proprio fuori dal buco.
    Sul mio blog ho parlato anche della notizia della donna che accusava l’uso del cellulare per il suo tumore al seno che come sempre è manna per le redazioni online dei giornali che ribattendo queste notizie rischiano solo di aumentare la disinformazione.

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  2. Paragonare un prosciutto all’arsenico o all’amianto mi pare esagerato. Comunque il mio cagnolino non mangia il salame nemmeno se sta morendo di fame: accetta solo l’insaccato che prepara il mio macellaio, senza nessun tipo di conservante o di additivo. E’ risaputo che i cani abbiano buon fiuto….

    Complimenti per l’articolo, chiaro e esaustivo,

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  3. Il vero problema è che nessuno ha idea di calcolo della probabilità, non riesce a concepire i numeri come elementi assoluti o relativi. Insomma, per un motivo o per un altro, non ha un buon rapporto con la matematica di scuola primaria e media, neanche quella di scuola superiore. Le testate pur di vendere qualsiasi cosa creano titoli ad arte, con articoli dove viene spiegato in maniera ammaliante la situazione. Per chi conosce la matematica e la scienza dietro, lo capisce e lo legge con il fatidico sale in zucca, e lo maneggia con i mitici guanti gialli, portandolo in giro con i piedi di piombo, perché sa che è incompleto. Ma la persona ignorante si ferma al titolo, lo sbandiera come una sentenza divina, e lo porta in giro con una processione, a cui vengono attirate tante altre persone che saltano prima ancora di valutare i fatti.
    Il fatto che molte persone schizzano, senza ragione, è la prova, secondo la mia personale opinione, che la scuola pubblica ha fallito, dato che non ha dato le compentenze critiche e di comprensione utili nella vita di tutti i giorni, dato che ci si basa solo sulla conoscenza di nozioni, ma non la loro comprensione e critica.

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    1. ….Quindi, se uno ha competenze matematiche, o ” una mente scientifica” sa, come si è sempre detto, che la carne, invece, è insostituibile. Lei sostiene la infondatezza statistica di certe stupidate sensazionalistiche, ma non dice nulla riguardo alle centinaia di anni di “la carne fa bene”. Complimenti. Complimenti per la scienza dietro.

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      1. Si sapeva già da molto tempo che un consumo eccessivo di carne lavorata costituisse un fattore di rischio, almeno dai primi anni ’60. Dove abbiano vissuto chi è caduto adesso dal però, non è dato sapersi. [Innominato]

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    1. Impossibile, hanno sbagliato la percentuale, è per millesimi, non centesimi. Se fosse il 5% vorrebbe dire avere percentuali quasi da influenza. [Innominato]

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      1. Mi stai dicendo che la probabilità di prendere una ed una sola influenza in 80 anni di vita è del 5%? 😀 Credo sia più probabile un 100%. Voglio conoscerla una persona che non si è mai presa un’influenza!
        Considera che una persona su due contrarrà almeno un cancro nell’arco di tutta la vita e che il cancro al colon è il terzo tumore più frequente (circa il 10% del totale). Fatti due conti 🙂

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    2. Inoltre io mi riferisco ai dati per l’Europa, gli USA hanno abitudini alimentari decisamente peggiori delle nostre. Può anche darsi che per i nati oggi si stimi un’incidenza del 5% considerando fattori come aspettativa e stile di vita, ma dubito fortemente che possa aumentare di un fattore 10 se la carne lavorata da sola aumenta il rischio di solo il 18%. [Innominato]

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      1. Ho linkato i dati nell’articolo e sono in millesimi, non centesimi. C’è un 1000% di differenza, vorrebbe dire avere qualcosa come almeno 300000 se non 500000 malati di cancro al colon-retto all’anno nella sola Italia. Quella cifra è stata sicuramente riportata sbagliata. [Innominato]

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  4. Provo a spiegarmi meglio, prendo i dati da qua.
    http://www.airc.it/cancro/cos-e/statistiche-tumori-italia/
    – Nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore.
    – Considerando l’intera popolazione, escludendo i carcinomi della cute, il tumore in assoluto più frequente è quello del colon retto (14%)
    – Si stima che in Italia vi siano nel corso dell’anno 366.000 nuove diagnosi di tumore
    – In Italia, la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore maligno
    Ok? Good!

    Calcoli assolutamente approssimativi e sbagliati, servono solo per capire l’ordine di grandezza:
    Stima #1
    366 000 malati all’anno * 5 anni di sopravvivenza = 1 830 000 * 14% (colon) = 256 200
    Stima #2
    50% tumore in tutta la vita * 14% = 7%

    Ok? 🙂 Good

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    1. quindi in italia ci sono 256 mila malati di tumore al colon e la probabilità di ammalarsi è del circa 7%. ripeto che queste cifre sono sbagliati ma non è sbagliato il loro ordine di grandezza.

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    2. E rieccone uno. Ci sono centinaia di tipi di malattie oncologiche note. Parlare di tumori senza specificare quale è come dire “ho un auto” senza dire che modello sia. Quello al colon-retto è uno di essi e rappresenta una piccola parte di tutte le malattie oncologiche. Nel report dell’OMS si parla solo di colon-retto, l’unica area del corpo vulnerabile a un consumo eccessivo, non ti tutti i tumori. Capito adesso perché è sbagliato quello che dici? [Innominato]

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      1. No, adesso ho capito cosa non va. gli oltre 300000 malati non sono i nuovi malati, ma chi attualmente in Italia nel corso della sua vita ha avuto quella patologia. I nuovi casi all’anno (incidenza, la probabilità di ammalarsi) è quella che dicevo io. [Innominato]

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  5. (366 mila malati l’anno / 14% di colon ) / 60 milioni di italiani = 0,0854%
    Sì inteso come – la probabilità per un italiano di ammalarsi di tumore al colon nell’anno corrente – allora mi torna l’ordine di grandezza. È comunque notevole che un’incidenza annua pro-capite dello 0,0854% si traduca in un 5% per l’intero arco della vita. Questo può solo voler dire che più si è anziani è più l’incidenza annua sarà vicina al 5% e più si è giovani e più tenderà allo 0%, come è normale che sia. A me dell’incidenza annua non frega molto, so benissimo che da giovane posso trasgredire all’infinito e non risentirne, quel che più conta son gli effetti a lungo termine 😉

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    1. @Andrea Montaldo

      Secondo me, se ho capito bene ciò che stai cercando di dire, stai confondendo incidenza e prevalenza di una malattia.
      Sono due dati statistici DIVERSI fra di loro.

      L’incidenza è il numero di NUOVI CASI in un dato periodo di tempo (di solito si considera l’anno, come in questo caso, ma si possono considerare anche periodi più brevi o più lunghi). Incidenza si calcola come segue: Nuovi casi/Popolazione x 100

      La prevalenza è il numero di malati esistenti nel periodo di osservazione (che, anche qui, può essere l’anno oppure periodi più brevi/lunghi). Quindi nella prevalenza sono compresi sia quelli che sono malati da PRIMA dell’inizio dell’osservazione, e che durante il periodo di osservazione muoiono o guariscono, sia quelli che si ammalano durante il periodo di osservazione. Si calcola: Malati/Popolazione x 100.

      Entrambi i dati epidemiologici sono importanti ma per motivi diversi.
      La prevalenza serve a capire quante risorse sanitarie (economiche, si intende) servono per fronteggiare determinati fenomeni sanitari, perché serve a stimare quanti malati contemporaneamente hanno una determinata malattia e quindi quanto personale, attrezzature, farmaci e così via servono per affrontare quell’emergenza sanitaria.
      L’incidenza, invece, serve per stimare la portata del fenomeno sanitario, ed è correlata con la probabilità di ammalarsi; cioè tanto più elevata è l’incidenza di una malattia, tanto più è elevato il rischio per ogni membro della popolazione in esame di contrarre la condizione oggetto di studio.

      La prevalenza non è un dato affidabile per valutare la diffusione della malattia, perché è influenzata da un parametro esterno che è il tempo di durata della malattia. È chiaro che malattie brevi, che durano pochi giorni hanno una prevalenza bassa, ossia un numero quasi uguale all’incidenza, mentre malattie molto lunghe come i tumori o il diabete hanno una prevalenza elevatissima, anche 10 o 20 volte superiore rispetto all’incidenza.
      La prevalenza è solo parzialmente legata all’incidenza, perché influenzata da questo parametro.

      Quando tu calcoli quel numero di 1 830 000 malati in 5 anni, ti stai riferendo ad un parametro statistico inesistente, perché la prevalenza non si calcola dall’incidenza moltiplicata per la sopravvivenza media (è una formula che hai appena inventato tu?).
      Infatti quel numero che hai scritto sarebbe un “mix” un po’ contorto: indicherebbe la prevalenza nei 4 anni successivi al primo, sommato all’incidenza del primo anno, escludendo arbitrariamente coloro che nel primo anno erano già malati da prima.
      Quindi, questo numero è privo di significato, non è né un’incidenza né una prevalenza e, in ogni caso, è calcolato su 5 anni, un periodo di osservazione più lungo rispetto a quello solito, ossia l’anno. Se vuoi, possiamo calcolare anche l’incidenza in 5 anni, è normale che sia più alta! Incidenza e prevalenza sono SEMPRE rapportate al tempo di studio della popolazione. È come dire che esprimi una lunghezza in metri o in chilometri, il dato è lo stesso, ma i metri sono più dei chilometri!

      Con tutto il rispetto, la statistica è una branca della matematica, ha formule ben precise e non è un’opinione, non puoi inventare formule dal nulla, anche se parti da numeri recuperati da fonti attendibili!

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      1. Scusa ma ho scritto chiaramente “Calcoli assolutamente approssimativi e sbagliati, servono solo per capire l’ordine di grandezza” e anche “ripeto che queste cifre sono sbagliate ma non è sbagliato il loro ordine di grandezza”. Capisco bene gli errori metodologici del mio calcolo, che senso ha dirmi che sono sbagliati? 😀 Grazie ma lo so già e non era assolutamente mia intenzione arrivare ad una cifra precisa ma solo ad un ordine di grandezza, ordine peraltro corretto.
        Su incidenza e prevalenza non sono d’accordo con te. I miei calcoli calcolano soprattutto un’incidenza, che è poi il fulcro del dibattito: il 5%. Il 5% è l’incidenza del cancro al colon-retto durante il lasso di tempo di una vita intera. Mentre il 0.005% è l’incidenza nel lasso di tempo di un anno, sono entrambe incidenze, delle cifre sulla prevalenza ne ha parlato l’innominato che trovava assurdo – “C’è un 1000% di differenza, vorrebbe dire avere qualcosa come almeno 300000 se non 500000 malati di cancro al colon-retto all’anno nella sola Italia. “. Cosa che assolutamente assurda non è!

        Ma poi io mi chiedo… a te cittadino interessa sapere se fumando quanto di aumenta l’incidenza media in un anno o ti interessa più sapere l’incidenza in tutta la vita?

        Ciao 🙂

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      2. Vedi, in genere le malattie oncologiche sono fortemente legata all’invecchiamento dell’organismo. Di tumore al colon retto qualcuno si ammalerà anche seguendo la migliore dieta del mondo. Con un’aspettativa di vita più bassa, potresti vedere che sia l’incidenza che la prevalenza sarebbe molto più basse, al punto che arriverebbe a sfiorare lo zero qualora scendesse abbastanza. Non siamo progettati per vivere in eterno e l’incidenza molto alta nei soggetti anziani di queste malattie sono un chiaro segno di ciò. Inoltre, sbagli completamente modo di pensare. C’è un aumento di rischio. Questo vuol dire che se TUTTI gli italiani consumassero almeno più di 50gr al giorno di carni lavorate per tutta la loro vita avresti un aumento del 18% nell’incidenza. Ovviamente non tutti gli italiani consumano così tanta carne lavorata e qualcuno addirittura non la consuma proprio. Visto che tu prima con i tuoi calcoli alquanto personali mi hai chiesto di arrenderti, ora che hai visto quelli corretti te lo chiedo io di arrenderti. [Innominato]

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      3. Innominato ma stai rispondendo a me?
        Se sì… perché mi scrivi: “Vedi, in genere le malattie oncologiche sono fortemente legata all’invecchiamento dell’organismo. …CUT… anziani di queste malattie sono un chiaro segno di ciò”
        L’ho già detto io prima: “Questo può solo voler dire che più si è anziani è più l’incidenza annua sarà vicina al 5% e più si è giovani e più tenderà allo 0%, come è normale che sia.”
        Sono pure d’accordo con tutto il resto del discorso…

        Sto iniziando seriamente a pensare che o non leggete i miei post o mi state trollando. Non ti ho neanche mai chiesto di arrenderti ho scritto “getto la spugna” che vuole che io mi arrendo… non che voglio che ti arrenda tu :p
        No seriamente… mi state trollando vero? 😉

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      4. Porta pazienza, ma hai fatto un tale casino con i tuoi commenti che non si è capito più nulla. Comunque quello lo ammetto, ho confuso la o con la a, non so bene come ci sia riuscito ma hai almeno in quello hai ragione.

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  6. Davvero un bell’articolo. Lo trovo decisamente più utile delle ciance terroristiche che hanno fatto i media.

    Aggiungo una cosa: nessuno ha indicato la quantità “suggerita” di carne per una dieta bilanciata.
    Il World Cancer Research Fund raccomanda non più di 300 grammi (di carne rossa) a settimana, mentre suggerisce di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura per un totale di almeno 400 grammi al giorno. L’Harvard School of Medicine restringe il limite di consumo di carni rosse a porzioni non superiori a 80 grammi, al massimo due volte a settimana. Lo IARC ha concluso che il consumo al di sotto dei 500 grammi alla settimana non costituisce un pericolo per la salute.

    Per la carne bianca è tutta un’altra storia..

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    1. Io non ho inserito dettagli in merito per non allungare eccessivamente l’articolo. Detto ciò, ti invito a seguirci, perché io lo studio che ha portato l’OMS a inserire la carne lavorata in categoria 1 e la rossa in 2A l’ho visto e quello che è stato mostrato all’opinione pubblica è soltanto una piccola parte dell’insieme. Ho intenzione di approfondire l’argomento. [Innominato]

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      1. Non mi riferivo a te in particolare, ma è stato veramente irritante ascoltare queste notizie e pensare “ok, fa male, ma QUANTA ne posso mangiare?”.
        Come dici tu anche il sole è nella prima categoria ma nessuno smette di andare in spiaggia.. ma anche nessuno si mette tre ore di fila a Luglio senza crema solare ad abbronzarsi con 40 gradi..
        L’effetto di queste notizie per me sarà questo: da qui a qualche settimana la gente smetterà di mangiare carne rossa o ne diminuirà il consumo e poi, proprio come i buoni propositi per l’anno nuovo, si dimenticherà dello “scandalo” e via di nuovo a mangiare wurstel.. Se avessero fatto un approfondimento decente sulla dieta migliore che comprenda anche la carne sarebbe stato decisamente meglio, ma forse sto chiedendo troppo dalla tv italiana..
        Aspetto l’approfondimento..

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      2. Ahahah lo avevo capito che non ti riferivi a me 😉 Sul non mettere la crema solare purtroppo devo smentirti, in molti non lo fanno e se devo essere sincero spesso io stesso non l’ho fatto in passato e qualche volta me la dimentico ancora oggi. Mi va solo bene che cambio colore con poche esposizioni al sole, anche se questo fatto mi riduce solo leggermente il rischio di avere in futuro un simpatico melanoma. Sulla questione “la gente tornerà alle vecchie abitudini” è assolutamente vero, i macellai dovrebbero solo ringraziare il fato che la notizia è uscita adesso e non sotto Natale. In compenso, sentendo le loro dichiarazioni da martedì scorso, non hanno avuto un calo drastico solo sulle carni lavorate e rosse, ma su tutti i tipi di carne. D’altronde non potevi aspettarti altro se il titolo medio è stato “la carne causa il cancro”. I supermercati sono andati in panico, è tutto fortemente scontato, rischiano di ritrovarsi tonnellate di merce scaduta, per loro potrebbe essere un colpo ancora piu devastante che per il piccolo macellaio. [Innominato]

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      3. Ps Abbiamo anche una pagina su facebook, non riusciremmo mai a pubblicare ogni cosa che ci capita a tiro qui sul blog, soprattutto le cose più leggere e divertenti le mettiamo lì.

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