L’inverno sta arrivando. Prepara il succo d’arancia.

E’ inverno. Siamo nel pieno della stagione fredda: neve, vento gelido, ghiaccio ovunque e temperature

Ned Stark si prepara per l'inverno.
Ned Stark si prepara per l’inverno.

ottime per un bagno al mare in Sicilia. E’ la stagione delle cioccolate calde e delle coperte di pile ma anche dei famigerati raffreddori. Naso che cola, debolezza e mal di testa sono i sintomi più frequenti di questi malanni stagionali. Per fortuna esiste un prezioso alleato, completamente naturale, in grado di prevenire i raffreddori ed aiutarti a guarire. Per un banale raffreddore nulla è più efficace di un bel bicchierone di spremuta d’arancia fresca, un pieno di vitamina C che ci rafforza il sistema immunitario e ci aiuta in questi momenti, consigliato da praticamente tutti i medici ed ormai entrato nel sapere comune. Si sa, la vitamina C è ottima per i raffreddori.

E se invece vi dicessi di no? E se vi dicessi che quella della vitamina C è in realtà una cosa inventata, una bufala, una bugia, al pari degli spinaci che non contengono così tanto ferro come Braccio di Ferro sosteneva?

Ebbene si. La vitamina C in realtà non è così utile come loro vogliono (“Ma loro chi?” “Loro, loro…”) farci credere.

Sia chiaro, non sto dicendo che la vitamina C, o acido ascorbico, sia inutile, parlo della vitamina C che assumiamo in più, oltre il fabbisogno giornaliero (che ammonta a 45 mg/die per l’OMS, circa quella contenuta in 100 g di arancia), durante i malanni invernali.

Ma partiamo dal principio.

La scoperta dell’importanza dell’acido ascorbico è legata inevitabilmente, come molti di voi ricorderanno, allo scorbuto, una terribile malattia comune nei marinai che navigavano in mare per molti mesi senza fare rifornimenti a terra. Sebbene la malattia fosse conosciuta già tra i marinai greci del V secolo a.C. solo nel 1747 si ebbe conferma della causa di questa malattia. Un chirurgo della marina inglese, James Lind, somministrò ad un campione di marinai affetti da scorbuto diverse sostanze ed alimenti in aggiunta alla razione quotidiana. Lind notò che i due marinai che assumevano arance e limoni (altri “rimedi” provati erano sidro, acqua di mare, spezie, acido fosforico e aceto) prevenivano e curavano la malattia. Da quel momento una scorta di lime fu aggiunta alla razione dei marinai. Solo nel 1931 però si scoprì, grazie al lavoro di J.L. Svirbely e Charles Glen King, biochimici americani, che la sostanza dentro agli agrumi che preveniva lo scorbuto era acido ascorbico (da qui il nome).

Agrumi di tutte le varietà.

29 anni dopo la scoperta della vitamina C, durante un convegno, un uomo espresse il desiderio di vivere almeno altri 25 anni, in modo da poter vedere i progressi della scienza. Quell’uomo era Linus Pauling, chimico e vincitore di ben due premi Nobel. Fu lui infatti a far partire la credenza che un uso massiccio di vitamina C potesse far vivere più a lungo ed in salute. La scoperta dell’acido ascorbico fu per Pauling fonte di ispirazione, soluzione per il suo desiderio e, purtroppo, di ossessione. Dopo il convegno, su suggerimento dell’amico Irwin Stone, iniziò ad assumere circa 3000 mg/die di vitamina C.

Linus_Pauling_1962
Linus Pauling.

Pauling, dopo un periodo di “terapia”, scrisse all’amico che grazie all’acido ascorbico si sentiva più in salute di prima e che inoltre i suoi raffreddori periodici erano spariti. Il chimico iniziò ad assumere dosi sempre più alte di vitamina C, arrivando a 18000 mg/die. Il suo fanatismo e la sua ossessione per questa sostanza si manifestarono con la teorizzazione di un nuovo tipo di terapia: la medicina ortomolecolare che affermava di poter curare tutto (dai morsi di serpente ai tumori) con massicce dosi di vitamine. Come possiamo immaginare questa “medicina” rientra pienamente nelle bufale mediche, in quanto nessuno studio ha dimostrato l’efficacia di questo metodo e tutti gli studi compiuti hanno dimostrato la non efficacia (anzi, in alcuni casi la mortalità era aumentata). Pauling però ebbe successo e la sua pratica si diffuse.

Il motivo principale del successo di questa pratica è che l’assunzione di dosaggi elevati di vitamina C tramite integratori e alimenti è difficilmente causa di effetti avversi. L’acido ascorbico inutilizzato è infatti velocemente espulso con l’urina evitando così un accumulo che può portare a problemi (sebbene un’assunzione di una dose massiccia di acido ascorbico superiore a 2000 mg possa portare a malessere, crampi addominali e nausea). Il rimedio era quindi privo di effetti avversi e quindi tanto vale provare

Nonostante i numerosi studi che cercano di evidenziare un’azione terapeutica della vitamina C nei raffreddori stagionali, fino ad ora la teoria di Pauling è sempre stata smentita. Però ancora oggi è prassi comune consigliare di bere succo di arancia o prendere integratori di vitamina C per curare raffreddori. Forse Pauling non è vissuto 25 anni in più, ma la sua “teoria”, sebbene falsa, sembra essere immortale.

[SA]

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