30 anni fa l’incidente di Chernobyl.

Oggi ricorre quello che viene considerato il disastro nucleare più grave nella storia. 30 anni fa infatti avvenne l’esplosione di uno dei reattori della centrale V.I. Lenin situata in Ucraina, allora parte dell’URSS, a 18 km da Chernobyl e vicinissima (solamente 3 km) alla cittadina di Pryp’jat’.

L’incidente fu il primo ad essere classificato come livello 7, il più grave, nella scala INES degli incidenti nucleari. Lo stesso livello è stato assegnato al disastro a Fukushima, avvenuto l’11 Marzo del 2011. Questo evento segnò una grandissima svolta nell’opinione pubblica relativa all’uso dell’energia nucleare, l’Italia stessa decise, tramite un referendum nell’87, di chiudere tutte le centrali nucleari italiane (secondo una becera e controproducente scelta Not In My BackYard).

Ma cosa successe esattamente?

chernobyl_01_FBTutto fu causato da gravi errori umani durante l’esecuzione di un test avvenuto nella notte tra il 25 ed il 26 Aprile 1986.

Lo scopo del test era di capire quanto, successivamente allo spegnimento* della centrale, le turbine avrebbero continuato, per inerzia, a produrre energia per alimentare i sistemi di sicurezza e raffreddamento che avevano bisogno di circa 1 minuto per entrare in funzione. Il test sarebbe dovuto avvenire nella giornata del 25, ma un guasto ad un’altra centrale obbligò la posticipazione del test, che avvenne nella notte, quando gli operai istruiti erano già stati sostituiti da quelli, non sufficientemente preparati, del turno dopo. Inoltre all’interno della centrale non era presente nessun ingegnere che conoscesse nei dettagli il test.RBMK_it.svg

Il test consisteva nell’abbassare progressivamente la potenza del reattore, facendo scendere le barre di contenimento e disattivando il sistema di spegnimento automatico (che avrebbe reso inutile il test) in modo da valutare l’inerzia della turbina. A causa dell’inesperienza dell’operatore però, le barre furono calate troppo velocemente causando un abbassamento repentino della potenza erogata. Inoltre le barre di contenimento fecero aumentare all’interno del reattore la quantità di un elemento assorbi neutroni, lo Xeno-135, che abbassava ulteriormente la potenza erogata. Questo fenomeno era, per così dire, fisiologico e la quantità di Xeno-135 si sarebbe stabilizzata dopo poco, riportando la potenza ai livelli desiderati. Ma questo gli operatori non lo sapevano e, ipotizzando un semplice guasto di uno dei sensori, decisero di continuare l’esperimento. Per portare la potenza erogata, ora troppo bassa, ad un livello accettabile per l’esperimento gli operatori decisero di estrarre manualmente quasi tutte le barre di contenimento. La frittata era ormai fatta.

Erano le 1.23 del 26 Aprile quando gli operatori disattivarono i sistemi di raffreddamento e il sistema di spegnimento automatico.

In una manciata di secondi l’acqua del sistema di raffreddamento evaporò facendo innalzare la potenza erogata e aumentando la temperatura all’interno del reattore, iniziando una catena di evaporazione dell’acqua/aumento di temperatura inesorabile. Gli operatori, resosi conto dell’emergenza azionarono la discesa automatica delle barre di contenimento che però scesero troppo lentamente per bloccare l’aumento di potenza erogata. Inoltre la fortissima temperatura dilatò i canali di scorrimento delle barre, bloccandone la discesa a metà. La potenza era ormai nove volte più alta della potenza nominale della centrale.

L’incredibile calore fece fondere il materiale combustibile e provocò l’invasione da parte dell’acqua del basamento. L’acqua a contatto con il combustibile nucleare e lo zirconio dei condotti, iniziò a scindersi in idrogeno che, in seguito alle esplosioni che fecero saltare la piastra di circa 1000 tonnellate che chiudeva il reattore, raggiunse le barre in grafite che costituivano l’estremità delle barre di contenimento, innescando un furioso incendio. Altre esplosioni ed incendi susseguirono, provocando l’eiezione di una grossissima nuvola di polveri radioattive che ricaddero letteralmente su tutto il pianeta nelle settimane a venire.

Solo nella mattina del 27 Aprile venne dato l’allarme in seguito alle rilevazioni di inquinanti da parte di una centrale nucleare svedese nelle proprie aree.

Tutti gli interventi atti a contenere l’incidente furono governati dal caos e dall’inesperienza, oltre che a omertà decisamente discutibile. Gli operatori incaricati di gestire i lavori di contenimento, i liquidatori, erano persone inesperte e con equipaggiamenti completamente inadatti alle condizioni presenti alla centrale. Erano infatti equipaggiati malamente con maschere antigas, guanti e a volte tute anti-rischio chimico, inutili in caso di radiazioni che raggiungevano i 186 Sv/h nei pressi del reattore ( una dose di circa 3 Sv/h è considerata abbastanza elevata per uccidere un uomo).

Le morti dirette delle esplosioni e degli interventi immediatamente successivi furono di 65 persone, tra operatori e liquidatori, ma in realtà le stime si aggirano tra i 4000 vittime, contando solo militari, liquidatori e operai della centrale ed escludendo le vittime civili che furono avvisate ed evacuate unicamente il 27 Aprile. Tra di loro si stimano tra i 30 e i 60 mila morti.

Intere cittadine, troppo vicine al reattore per essere bonificate, furono spianate e seppellite sotto metri di terra. Le altre furono completamente abbandonate.

L’area di 30 km dal reattore ancora oggi è considerata “area di alienazione” dove è vietato entrare senza autorizzazione e unicamente per brevi periodi. Le aree più vicine sono ancora strettamente vietate, in quanto ancora fortemente radioattive.

In questo video, girato con un drone, possiamo vedere degli scorci molto suggestivi di Pryp’jat’. E’ ormai una città fantasma, dove la vegetazione, altamente radioattiva, ha preso il sopravvento, inglobando ogni costruzione umana: un’anticipazione della nostra dipartita dalla Terra.

Il disastro di Chernobyl fu causato, come abbiamo visto, da una serie di gravi errori umani, ma che difficilmente potrebbero ripresentarsi al giorno d’oggi. L’unico altro incidente della stessa gravità è stato infatti quello di Fukushima, causato da una calamità naturale non di certo prevedibile, se non con un’attenta analisi e scelta del sito di costruzione di nuove centrali.

 

*In realtà una centrale nucleare non si può realmente spegnere. La reazione del materiale combustibile continua all’interno del combustibile stesso. Lo “spegnimento” è in realtà un contenimento della reazione che avviene tra una barra di combustibile e quella nelle vicinanze.

[SA ]

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2 thoughts on “30 anni fa l’incidente di Chernobyl.

  1. Ciao, trovo del tutto gratuita la valutazione di “becera e controproducente”. È probabilmente vero che un incidente della gravità di Chernobyl al giorno d’oggi non si ripresenterebbe, ma – anche al netto degli incidenti – una valutazione complessiva costi / benefici non mi pare proprio premiante per l’energia da nucleare, se la confrontiamo con quella da fonti rinnovabili. Soprattutto se mettiamo in conto la gestione delle scorie…

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  2. Hai ragione, in effetti il mio giudizio è stato un po’ “buttato lì” senza dare una spiegazione in quanto l’articolo verteva su altro.
    Però secondo me l’Italia ha fatto un grosso errore non tanto a vietare la costruzione di nuove centrali (scelta che come dici tu ha effettivamente molte ripercussioni a livello di incidenti minori/scorie) ma piuttosto a chiudere in brevissimo tempo quelle già esistenti, rinunciando così ad una fonte di energia prodotta in loco (piuttosto che comprarla dalle centrali francesi che in caso di incidente veniamo colpiti anche noi). La cosa migliore da fare era lasciare le centrali già attive, impedire la costruzione di nuove e impegnarsi a sostituire quelle già attive nei prossimi n (10/20) anni con altre fonti di energia. Certo in Italia impegnarsi per il futuro è difficile…
    Comunque una cosa buona il referendum l’ha, a parer mio, fatta: l’Italia ha dovuto occuparsi della gestione scorie, smantellamento e messa in sicurezza delle centrali prima di molti altri paesi europei, diventando in qualche modo precursori di un modello che viene esportato ovunque.
    Secondo me il nucleare non è così da demonizzare come non è neanche da elogiare al massimo: ha i suoi pro e i suoi contro che ovviamente vengono esaltati dalle persone coinvolte. In Italia è sicuramente più complesso immaginare una realtà con il nucleare a causa di vari problemi che esulano da quelli intrinsechi del nucleare.
    [SA]

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