Quousque tandem abutere, Pepe, patientia nostra?

Odio fare pubblicità, perché anche la cattiva pubblicità è pubblicità, ma siamo arrivati al punto di rottura. Bartolomeo Pepe è un senatore ex M5* poi passato al gruppo misto. Nel giro di circa una settimana è purtroppo riuscito a passare dal meritatissimo anonimato più assoluto agli albori della cronaca grazie a un susseguirsi di eventi che hanno dell’inconcepibile. Prima cerca di far proiettare all’interno del Senato la spazzatura propagandistica di Wakefield sulla (falsa) correlazione tra vaccino e autismo. Dopo virulente, passatemi il termine, polemiche, anche grazie all’intervento del CICAP e del network di #teamvaxitalia il Presidente del Senato Piero Grasso annuncia l’annullamento dell’evento.
Questa prima badilata sui denti sarebbe dovuta essere vista come un chiaro segno della scarsa convenienza a proseguire su questo tracciato, ma si sa che alla gente piace perdere le occasioni, soprattutto quelle per stare zitta.
Un giovane uomo autistico ad alto funzionamento bergamasco, Daniele Cereda, ha intavolato una discussione pubblica spiegando molto bene la questione “autismo” e l’inesistente correlazione con le vaccinazioni. In tutta risposta, come tipico del complottista tra l’altro, gli dà pubblicamente, sorvolando per pietà su tutte le altre cose su cui si potrebbe già scrivere un rotolone di carta igienica della migliore qualità, del figlio d’androcchia. Questa frase sarebbe chiara persino per un barotto di Occhieppo Inferiore intento a sorseggiare una spuma al baretto dopo aver palesemente ecceduto con la barbera, ma ha voluto ben specificare il significato di quelle parole qualora ci fosse ancora una persona in Italia ignara del suo significato. Non contento, ha anche messo in dubbio il fatto che sia autistico, pur essendo un ben noto attivista qui su Facebook. La notizia ha avuto un risalto così grande che prima è finita su Next, dopo anche su media più generalisti. Adesso, se la cosa potesse interessare a qualcuno, si sta cercando un legale che possa difendere le ragioni di Daniele pro bono per la sua impossibilità di sostenere in autonomia le spese processuali. Spero sinceramente che qualcuno possa fare qualcosa contro quello che altrimenti sarebbe il solito sopruso del forte sul debole, Pepe merita assolutamente di essere valutato da persone competenti per la sua condotta, sia da cittadino che soprattutto da rappresentante della Repubblica Italiana.
Chissà se Piero Grasso non gli rifila in autonomia un’altra badilata sui denti, visto che da solo non ci arriva? Un senatore della Repubblica che dà del figlio di put*ana a un cittadino con una malattia congenita invalidante non è una cosa che si può accettare per l’onore e la reputazione delle Istituzioni e dello stesso Paese.
Ovviamente, da parte nostra si leva un caloroso invito a ritirarsi a vita privata, quella pubblica non fa proprio per lui. In tutti i sensi.
[Innominato]
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