Il Codacons e le vaccinazioni: parliamone

Nelle ultime settimane, il Codacons si è schierato apertamente contro la decisione del Ministero della Salute di voler rendere l’accesso alle scuole dell’obbligo subordinato al completamento delle vaccinazioni pediatriche.
Stando alle parole di Carlo Rienzi, avvocato e fondatore del Codacons, quella del Ministero è una decisione senza senso, in quanto esistono ben altri luoghi di aggregazione nei quali i bambini possono contrarre malattie. Si fa riferimento ad esempio ai parchi, alle chiese, ai ristoranti, alle palestre…[fonte]
Il discorso avrebbe anche una logica e, se dobbiamo dirla tutta, siamo anche, in linea di massima, d’accordo con tale affermazione proprio perché è vero che le malattie non si trasmettono solo nelle scuole.
Il problema di base, nelle affermazioni di Rienzi, è che tutti i luoghi che ha elencato sono sì pubblici, ma di certo non a frequentazione obbligatoria come lo sono le scuole, per l’appunto, dell’obbligo! Bisogna  anche considerare che le scuole sono il luogo in cui, generalmente, i bambini passano la maggior parte del loro tempo della giornata.
Questa piccola ma importante differenza, rende necessario il fatto che la vaccinazione sia legata alle scuole e non ad altri luoghi pubblici.

Un’altra cosa che viene sottolineata dal Codacons, è che “Impedire l’accesso di bambini e ragazzi ad asili e scuole è assolutamente illegale, perché viola un diritto costituzionale fondamentale come quello dell’istruzione”[fonte]
Ecco, questo è un punto molto delicato e che va analizzato con attenzione.
Nella nostra costituzione esiste un solo ed unico articolo che identifica come ”fondamentale” un diritto dell’individuo: l’articolo 32.

”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

L’articolo 34, invece, ci parla della scuola e dell’istruzione.

”La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”

Come è evidente, nel secondo articolo non vi è nessun riferimento, nemmeno sottinteso, alla parola ”fondamentale”.
Lo Stato garantisce l’istruzione rendendola aperta a tutti e rendendola obbligatoria e gratuita per i primi 8 anni. Se vi sono limitazioni di carattere economico-sociale, il diritto è comunque garantito tramite gli articoli 30, 31 e 33, che vi invito a visionare.
Nello specifico, l’articolo 30 asserisce che

”È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”

È evidente che la responsabilità dell’istruzione appartiene solo ai genitori, non allo Stato.
Nell’articolo 33, infine, si può leggere che lo Stato garantisce il diritto ad enti e privati di istituire scuole ed istituti di educazione, perciò, in questo modo, viene sempre offerta un’alternativa alla scuola pubblica. Sta sempre al genitore scegliere cosa fare.

Tornando al capo del discorso, ovvero se il diritto all’istruzione sia fondamentale o meno, forse è stata fatta confusione con il diritto all’istruzione che viene dall’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

”1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.”

È sufficiente leggere una volta i 3 punti di questo articolo per rendersi conto che lo Stato italiano lo rispetta in tutto e per tutto, tramite i 4 articoli che ho linkato in precedenza.
Molto importante è il terzo punto, che, come scritto poco sopra, rende i genitori responsabili della scelta. Il nostro Stato garantisce infatti tutti i mezzi per dare libera scelta ai genitori, ma se nessuna delle opzioni va bene per i suddetti, la colpa è solo loro.

Date queste precisazioni è molto più che ovvio che  il diritto alla salute vada assolutamente ed inequivocabilmente tutelato a maggior ragione rispetto al diritto all’istruzione. Perché? Perché vi sono persone che, per motivi sanitari (ad esempio gli immunocompromessi) o per altri motivi (ad esempio l’età), NON possono fare le vaccinazioni e, quindi, rimangono ”scoperti” rispetto agli altri.
Fare il vaccino, come già abbiamo ripetuto molte volte, non è solo una questione di tutela personale, ma anche e soprattutto una questione di tutela collettiva, che serve a garantire proprio il diritto fondamentale a salute e, di conseguenza, quello all’istruzione.

[JD]

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