Like a rolling stone: la cristalloterapia

Nell’ambito delle pseudomedicine si ricorre spesso e volentieri all’utilizzo dei “rimedi naturali”, ovvero di trattamenti o pratiche effettuate con l’utilizzo di prodotti forniti da Madre Natura.
La scelta varia in base al trattamento, ovviamente, ma per lo più si utilizzano erbe, fiori, pietre, radici o infusi. Nel caso della cristalloterapia, come il nome suggerisce, parliamo dell’utilizzo di alcune pietre e minerali.

Cercando su differenti fonti che parlano specificatamente di questi trattamenti, ho notato che vengono fornite diverse opzioni relative all’utilizzo della pratica: c’è chi afferma che si possa usare per trattare i sintomi di alcune malattie, c’è chi dice che servano a riequilibrare corpo e mente, oppure c’è afferma che servano ad attivare dei processi di autoguarigione.

Come funziona il trattamento?

Vi sono diversi modi in cui le pietre garantirebbero la loro efficacia:

  • Tramite contatto, ad esempio attraverso l’uso di ciondoli, anelli, orecchini e così via;
  • Attraverso contatto in zone specifiche, ovvero poggiando la pietra sui “chakra”, che sarebbero dei “centri di energia” del corpo;
  • Sistemandole in una o più stanze;
  • Meditando avendo cura di tenerle con sé;
  • Bevendo dell’acqua precedentemente “caricata” con la loro energia;

Quali prove ci sono a supporto?

Nessuna delle precedenti affermazioni è mai stata provata e le uniche fonti “attendibili” arrivano dai cristalloterapeuti o da chi ha usufruito del trattamento.
Nel 1999 venne effettuato uno studio tramite un test in doppio cieco con 80 volontari, ai quali venne richiesto di meditare per 5 minuti tenendo tra le mani un quarzo. A metà dei partecipanti venne fornito un quarzo reale, mentre alla metà restante, una copia spacciata come reale.
Alla fine della meditazione, venne chiesto di indicare le sensazioni provate, tra cui formicolio, maggiore concentrazione, innalzamento dei livelli di energia, senzazione di benessere, rilassamento, stimolazione cerebrale, aumento della deglutizione e attivazione totale dei livelli di coscienza.

Risultò che solamente 6 partecipanti non furono in grado di provare almeno una di quelle sensazioni e quelle provate di più furono “concentrazione più elevata e mani più calde”.
Non vennero riportate differenze tra quanto provato da chi aveva il quarzo reale e il quarzo finto, ma i volontari che effettivamente credevano alla cristalloterapia, risultarono molto più inclini a riportare delle sensazioni, rispetto a coloro che si dichiararono scettici a riguardo.
La conclusione dello studio, fu che i quarzi non influenzarono la meditazione dei partecipanti, bensì vennero influenzati sopratutto dalla loro posizione riguardo la cristalloterapia.

La fotografia di Kirlian

Chi pratica questo tipo di trattamento, utilizza, come dimostrazione del campo magnetico sprigionato delle pietre, una particolare tecnica di fotografia, chiamata fotografia di Kirlian.
La tecnica consiste nel posizionare un foglio di pellicola fotografica (o comunque un materiale fotosensibile) sopra una lastra metallica e infine di poggiare, sopra la pellicola, l’oggetto che si vuole imprimere.

Una chiave impressa attraverso la fotografia di Kirlian

Dopo aver disposto il tutto, si deve applicare una lieve tensione alla lastra di metallo e, in questo modo, si otterrà l’effetto che vedete nell’immagine accanto.
Per quanto scenografica e bella sia questa tecnica, viene spiegata attraverso l’effetto corona, cioè quel fenomeno per il quale la corrente elettrica fluisce tra il conduttore e un fluido neutro circostante, che solitamente è rappresentato dall’aria.

Attraverso questo link, potrete leggere la storia della scoperta di questa tecnica, grazie ad un eccellente riassunto del CICAP.
È bene dire che, a differenza di altre terapie alternative, la cristalloterapia sembra non avere l’ambizione di elevarsi a cura universale contro le malattie, quanto piuttosto a rappresentare un mezzo di supporto da affiancare a delle terapie mediche reali, inoltre non apporta nessun danno all’organismo, pertanto non mi sento di etichettare la tecnica come qualcosa da mettere al bando.
Certo che per quello che viene offerto, si potrebbe anche optare per una giornata in SPA.

[JD]

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